Qual è la destinazione italiana che consente a un player turistico di generare un fatturato di oltre 86 milioni di euro con soli quattro hotel? La risposta
non può essere che una: la Sardegna.
Più precisamente una località sarda, quella che da sempre è sinonimo di vacanza glamour: la Costa Smeralda. Restringendo ancora lo zoom si arriva, poi, al cuore del turismo più esclusivo d’Italia, quel villaggio in stile moresco nato poco più di 50 anni fa da un’intuizione di Karim Aga Khan: Porto Cervo.
È questo l’epicentro della galassia smeraldina, fulcro degli eventi mondani più importanti, ed è qui che gli hotel famosi hanno tutti un unico proprietario:
la Smeralda Holding, la società italiana il cui azionista unico è Qatar Holding, il braccio operativo di Qia, uno dei fondi sovrani più importanti al mondo.
“Stagione d’oro”
Suoi sono i quattro alberghi superesclusivi che catalizzano l’attenzione dei vip internazionali: il Cala di Volpe, il Romazzino, il Pitrizza e il Cervo. E quando
chiediamo all’a.d. di Smeralda Holding, Mario Ferraro, di tratteggiare il bilancio
2016, non usa mezzi termini:
“È stata una stagione turistica straordinaria” dice con soddisfazione. Una definizione suffragata dai numeri: Smeralda Holding ha chiuso l’esercizio con
un totale di 86,4 milioni di euro di ricavi, pari al 5,5 per cento in più sull’anno precedente.
Vacanze più lunghe
Merito, spiega Ferraro, dei mercati inglese e americano che, “insieme a quello italiano, sono i più importanti
e hanno un’altra caratteristica interessante:
i clienti si fermano da noi a lungo, con una media di almeno 5-6 giorni nei resort, ma in molti casi anche di più”.
Il grande appeal della Sardegna è dovuto, è vero, alle difficoltà dei competitor dell’area, ma non solo:
tra i big spender, infatti, ora più che mai c’è un ritorno di fiamma per la vacanza glamour e lifestyle, di cui la Costa Smeralda è emblema per eccellenza. Basti pensare che, incrociando i dati Marinetraffic.com e quelli di Forbes, viene fuori che qui, nei giorni di Ferragosto, erano ancorati yacht per un valore stimato di 3 miliardi di euro e i cui proprietari hanno un patrimonio complessivo di 100 miliardi di dollari. Ferraro preferisce non dire chi sono i suoi clienti vip, nel nome di una privacy che vuole assolutamente tutelare, ma non è difficile scoprirlo. È facile, infatti, supporre che, oltre agli ospiti dell’hotel, almeno
parte dei proprietari delle decine di yacht abbiano scelto il Cala di Volpe per le loro cene sulla terraferma, per poi spostarsi con le loro imbarcazioni, magari
in direzione dell’arcipelago della Maddalena.
Tra i nomi dei supervip presenti la scorsa estate in Sardegna Mohammed Al-Fayed, l’ex proprietario di Harrods e padre di Dodi, l’ultimo compagno di Lady D; ma anche Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, il secondo uomo più ricco d’Italia, o il meno famoso Ernesto Bertarelli, l’italosvizzero che
con il suo patrimonio personale di 10,6 miliardi di dollari è l’uomo più ricco con passaporto svizzero. Clienti fedelissimi
Ma la forza di Smeralda Holding, quella che mantiene Ferraro fiducioso anche per il futuro, è lo zoccolo duro dei repeater. “Il nostro – spiega l’a.d. – è un
cliente fedelissimo alla destinazione, che torna di anno in anno, molto attento alla qualità del servizio e alla bellezza naturale del luogo”.
A questo si accompagna il valore aggiunto del personale: “Da noi – precisa Ferraro – il turnover è solo del 3 per cento e l’hotel diventa per il cliente una sorta di seconda casa. Si viene a creare quel clima di familiarità, molto apprezzata, in cui lo staff sa già e anticipa quello che il cliente vuole”.
Ed è proprio in quest’ottica che procede il business plan della Smeralda Holding:
“I must sono due – specifica Ferraro -: diversificazione del prodotto e innovazione. Per il medio termine puntiamo ad arricchire l’offerta degli hotel, realizzando una spa, una scuola di cucina e altri servizi, rinnovando la proposta food and beverage e valorizzando le strutture sportive già esistenti”. L’obiettivo è coinvolgere il target giovane “attraverso partnership mirate e l’ideazione di eventi che interessino musica, arte e sport”.
A proposito di quest’ultimo tra i progetti dell’azienda c’è anche la riqualificazione del Cervo Tennis Club: “Da semplice circolo di tennis – anticipa Ferraro – vogliamo arrivare a proporlo come una destinazione chiave, indipendente dalla Costa Smeralda, come polo per attività sportive ed eventi, in cui si troveranno anche spazi dedicati alla ristorazione”.
di Stefania Galvan
