Se dici Sardegna, dici Porto Cervo. E quindi Sardegna Resorts del gruppo Smeralda Holding di Tamin bin Hamad Al-Thani, sovrano del Paese più ricco del mondo, il Qatar. Da quattro anni il fondo della famiglia regnante è il dominus del turismo in Sardegna e in particolare della Costa Smeralda con i suoi 4 alberghi tra i più lussuosi al mondo tra cui il famoso Cala di Volpe. Il patrimonio si compone anche della marina di Porto Cervo e del rinomato green Pevero Golf Club, oltre che di 2.300 ettari di terreni ancora immacolati che si affacciano sul mare. Dopo un periodo di ambientamento i sovrani del Qatar hanno individuato l’uomo giusto a cui affidare il timone di un patrimonio pazzesco e risponde al nome di Mario Ferraro.
Dopo un primo periodo da direttore generale, a maggio scorso la nomina di amministratore delegato del gruppo. Ferraro è il volto nuovo della Sardegna, vanta una grande esperienza avendo ricoperto incarichi prestigiosi da manager di alberghi di lusso, tra cui il rilancio del Molino Stucky di Venezia, riaperto dall’Hilton dopo un drammatico incendio. Dove però si mette in luce è negli Emirati, con l’inaugurazione di un Conrad a Dubai. E’ qui che la famiglia sovrana intuisce che è lui l’uomo giusto per dare un corso e un volto nuovo a quel tesoro chiamato Costa Smeralda. Ferraro adesso si racconta a Tendenze Nautiche, lo fa in questa intervista tracciando bilanci, ma soprattutto offrendo una vision di quello che sarà o dovrà essere il futuro della Sardegna e della Costa Smeralda.
Dottor Ferraro, tanto per cominciare, la stagione estiva 2016 è stata appena mandata agli archivi, qual è il bilancio che traccia dal suo osservatorio privilegiato?
“Sicuramente di una stagione straordinaria: per una serie di fattori, infatti, che vanno dalla geopolitica che ha gravemente penalizzato molti Paesi in Europa, in primis la Francia, e nel mondo a tendenze glamour e lifestyle del momento che hanno portato ospiti top spender a scegliere l’Italia per le vacanze nei mesi estivi, le coste e le città del Belpaese sono tornate a essere destinazione e meta di un elevatissimo numero di turisti italiani e internazionali. Nello specifico, la Costa Smeralda ha chiuso una stagione più che positiva, con un +18% e un atteso +12% per il 2017, e la Sardegna in generale che, come dichiarato dall’assessorato al Turismo della Regione, ha incrementato negli ultimi due anni i flussi in entrata di circa il 20% e quest’anno è aumentata anche la capacità di spesa pro capite sull’isola”.
A cominciare dal sindaco di Arzachena, Ragnedda, per proseguire con l’assessore al Turismo della Regione Sardegna, Morandi e per terminare con quanto detto dal ministro Franceschini, il tema centrale del dibattito sul turismo isolano sembra essere quello di capire
come allungare la stagionalità turistica. Secondo lei la Sardegna ha le potenzialità perché sia turistica 365 giorni l’anno? E se sì, cosa si dovrà fare per renderla attraente nei 12 mesi?
“Credo che la Sardegna, come anche la Costa Smeralda, abbiano delle grandi potenzialità per costruire, nel tempo, un’offerta che punti a coinvolgere
turisti nell’arco dei 12 mesi. Per quel che riguarda l’allungamento stagione, ritengo necessario dare vita a una diversificazione dell’offerta
per attirare nuovi segmenti e clientela in altre stagioni:
penso a centri benessere o SPA, ad alberghi adatti per congressi, golf e altro,elementi tutti che contribuiscono a destagionalizzare i flussi turistici.
Strettamente connesso e non meno importante è il miglioramento di infrastrutture e servizi:
dalle spiagge attrezzate, alla viabilità e parcheggi.
Per ampliare i numeri bisogna studiare nuove forme di accessibilità, con la creazione di nuove rotte e un incremento di quelle esistenti, nazionali
ed europee, non solo nell’alta stagione, ma soprattutto di media stagione: in tal senso credo che l’arrivo del nuovo partner per il vettore principale in Sardegna, possa portare nuovi scenari di sviluppo del network, di collegamenti italiani ed europei. Infine dobbiamo pensare e creare un ricco calendario di eventi, con offerte differenti e rivolti a molteplici target. Non possiamo tuttavia pensare che sia un processo immediato, è chiaramente da realizzare per fasi e gradi, procedendo quasi mese dopo mese”.
Più volte lei ha dichiarato che Sardegna Resorts e più in generale Qatar Holding sono pronte a recitare il loro ruolo perché la Costa Smeralda e Porto Cervo possano avere un ulteriore momento di crescita, quali sono i progetti e le iniziative inserite nel vostro programma quinquennale?
“Il nostro business plan procede esattamente nella direzione della diversificazione del prodotto e dell’innovazione: per il medio termine e nei prossimi anni puntiamo ad arricchire l’offerta dei nostri quattro hotel, realizzando una SPA, una scuola di cucina e altri servizi, rinnovando la proposta food and beverage
e valorizzando le strutture sportive già esistenti; puntiamo anche a coinvolgere un pubblico e un target giovane, attraverso partnership mirate, alla ideazione e organizzazione di eventi multidisciplinari e molto trasversali (musica, arte, sport) in bassa stagione. Differenziazione e innovazione diventano parole chiave
anche nel food & beverage, introducendo in Costa Smeralda i grandi brand della ristorazione internazionale, come per esempio il Novikov, aperto quest’anno al Cala di Volpe. Tra i nostri progetti vi sarà la riqualificazione e diversificazione della struttura del Cervo Tennis Club, che da un semplice circolo di tennis si proporrà come componente chiave, a se stante, della destinazione Costa Smeralda, come polo per attività sportive ed eventi, in cui si troveranno spazi, innovativi, dedicati alla ristorazione. Alcune di queste scelte strategiche sono ovviamente orientate anche alla sfida dell’allungamento della nostra stagione turistica”.
In chiave Porto Cervo, nell’ultimo numero di Tendenze Nautiche, il presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli, ha detto che la Costa Smeralda potrebbe essere una delle possibili location per creare un nuovo grande evento nautico. Cosa ne pensa?
“La Costa Smeralda è una destinazione tra le più esclusive al mondo, che già oggi ospita importanti eventi sportivi legati al mare: credo che ci sia spazio per ideare e promuovere, anche a livello internazionale, un evento così come prospettato dal presidente Tacoli. In generale, credo che qualsiasi iniziativa che, condivisa con enti e amministrazioni locali e istituzioni, vada nella direzione di valorizzare questo meraviglioso territorio senza snaturarlo, potrà essere la benvenuta”.
Sul fronte degli investimenti immobiliari avete sempre detto di attendere la nuova legge urbanistica della Regione Sardegna. Cosa vi attendete e cosa sarebbe necessario che la nuova legge contenesse per disegnare il futuro urbanistico dell’isola?
“Non ci aspettiamo nulla, nel senso che ci interessa esclusivamente la certezza delle regole, al fine di definire, successivamente e conseguentemente, con l’azionista gli interventi nel nostro piano industriale. La nostra società è interessata a investire nel lungo termine in piani di sviluppo e valorizzazione della Costa Smeralda, sulla base di tre principi imprescindibili:
il rispetto delle leggi, dell’ambiente e dell’identità locale. Gli investimenti in Costa Smeralda vogliono, e dovranno dare, un contributo alla crescita dell’economia locale e a creare opportunità, imprenditoriali e professionali, in maniera prioritaria per i comuni della Costa Smeralda e del territorio sardo in generale”.
In attesa che la nuova legge sia realtà, quali sono gli investimenti che avete messo in campo fin da ora?
“Abbiamo puntato molto sugli hotel, che rappresentano le strutture portanti della Costa Smeralda: un rilancio della destinazione deve passare anche
dalla valorizzazione dell’esistente e dal potenziamento dell’offerta turistica. Riqualificazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare, in
piena sintonia e nel massimo rispetto del territorio, delle tradizioni e della popolazione sarda, che con grande cura e attenzione da sempre custodisce lo splendido patrimonio naturale della Costa Smeralda e in linea con i più elevati standard di ecosostenibilità, che caratterizzano ovunque nel mondo gli investimenti del fondo sovrano del Qatar”.
Con la fusione Starwood-Marriot cambierà qualcosa nella gestione e nella strategia dei quattro hotel di Sardegna Resorts? Se sì, cosa?
“Si presentano delle opportunità per l’owner (il proprietario, ndr) e per la diversificazione del brand. Proprietà e gestore come sempre lavorano in sinergia per valorizzare al massimo tutte le potenzialità dei resort e della destinazione, e ricercano insieme nuove opportunità di crescita per le nostre attività. I numeri di questi ultimi anni, con ricavi in costante crescita, confermano che stiamo procedendo nella giusta direzione”
(Tendenza Nautiche, Novembre 2016)
